domenica 1 gennaio 2017

Le bianche farfalle del mattino


Svolgo un lavoro che mi vede passare molte ore in automobile, per percorrere in lungo e in largo le strade di tutta la provincia.

Passo più tempo sulla mia quattroruote che in casa, o con gli amici, il che mi ha permesso di accumulare una notevole esperienza e sensibilità nei confronti della fauna motorizzata, al punto da riuscire a riconoscere le varie tipologie di automobilisti e in linea di massima predire il loro comportamento, e quindi l'immediato futuro, da come questi conducono la loro auto. 

I conduttori che mi hanno sempre sorpreso, e riescono a farlo tutt’ora, sono le donne, in special modo quelle che usano l'auto nella fascia oraria che va dalle 7.30 alle 9.00.

Capita spesso che queste signore di tutte le età, a causa del marito, dei figli, delle chiavi che si sono misteriosamente perse nelle borsette così tanto piccole ma con dentro talmente tanti oggetti da far morire d’invidia Eta Beta, o del motore che a causa del freddo non voleva partire, siano costrette a terminare la propria toeletta, o il trucco, quando sono ferme ai semafori.

Quando anch'io arrivo al semaforo, mi fermo, e tranquillamente volto il capo a sinistra o a destra sicuro di trovare qualche scenetta simile, il ché capita puntualmente. 

Le vedo trafelate e tutte indaffarate. Alcune hanno il cerchietto in testa per tenere i capelli lontano dagli occhi e dal rimmel-calamitapercapelli. 

Altre le vedo spalmarsi il fard con il batuffolo di cotone, guardandosi nello specchio retrovisore e assumendo una smorfia alla “urlo di Munch” per poter meglio tendere la pelle del viso.

Vedo altre ancora usare il fazzolettino di carta come correttore del trucco, le vedo bagnarlo di saliva con la lingua per poi passarselo nei punti in cui il trucco è stato un po’ abbondante.

Quando si accorgono che qualcuno le guarda fanno un tenero sorriso di giustificazione, quasi come se volessero essere comprese e virtualmente coccolate.

Le vedo belle, tutte, e tenere, con il loro affanno nel prepararsi al meglio per una splendida giornata, che soprattutto per le giovani potrebbe essere una giornata speciale, una qualsiasi giornata speciale e indimenticabile per il loro futuro. 

Già, il futuro. In quel momento avverto che il mondo procede, e sono contento. E’ un bel ritratto. In quei momenti riesco anche a consolarmi con il fatto che tutti si pensa al futuro e si è laboriosi. 

Scatta il semaforo e viene il verde. Le fanciulle smettono di pensare al belletto e in una micro frazione di secondo si trasformano in pilotesse imprimendo sull’acceleratore una forza equivalente ad una tonnellata. Scattano fulminee alla massima velocità di cui è capace l'auto, e le vedo sfrecciar via.

Non sono solamente tenere, sono anche grintose e veloci.

Ad un certo punto, però, succede quello che spero non avvenga mai e che poi invece accade spessissimo. 

Intravedo che il loro finestrino si abbassa leggermente, nonostante a volte il freddo intenso, e da quell’apertura esce la loro bella mano candida, incremata e profumata, che con un gesto delicato si apre e lascia volar via una farfalla bianca, di cotone, che svolazzando per qualche metro va poi a posarsi sul grigio asfalto. 

Il bel ritratto, a quel punto, svanisce, e lascia il posto all'amarezza. Fanciulle e donne tanto belle e garbate per uno scopo, non per indole, che non possono fare a meno di creare le bianche farfalle del mattino.







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