Tempo fa mi
capitò di passare una giornata insieme ad un collega amico,
sessantacinquenne. Una di quelle persone per le quali il tempo non passa. Fisico
da ragazzo palestrato e temperamento da assaltatore. Capace di modi delicati e
galanti, affascinanti, ma anche di coriaceità e durezza sorprendenti. Uno di
quegli uomini tutti d’un pezzo, dalla notevole personalità, dalla grande
esperienza di vita e capaci anche di insegnare qualcosa, sulla vita.
Non so
esattamente cosa facesse da giovane, ma lui racconta di aver anche lavorato in
un’ambasciata. Non faccio fatica a credergli, visto il riscontro che ha avuto e
ha tutt’ora sulla gente, come non faccio fatica ad immaginarlo a capo di un
servizio di sicurezza, e non parlo di quello dei centri commerciali, bensì della sicurezza nazionale, o cose simili.
L’ho ascoltato
interloquire al telefono con la moglie e sono rimasto sorpreso, ma non avrei dovuto, dal
garbo e dalla gentilezza con cui le parlava. Come se lei fosse il suo piccolo
tesoro, da amare, e da proteggere. Anche qui, non faccio fatica ad immaginare la moglie affascinata da
quest'uomo senza macchia e senza paura, brillante e generoso, che ha sempre
preferito vivere con coraggio da leone e sprezzo del denaro.
Quel giorno,
però, lui era particolarmente sottotono. Qualche scelta lavorativa sbagliata e la
tendenza a non risparmiarsi nè emotivamente nè materialmente gli avevano provocato una forte crisi economica che con grande fatica riusciva a controllare, e la moglie
aveva sentore che qualcosa non andasse come avrebbe dovuto.
Lei, evidentemente,
iniziava a domandarsi cosa ci fosse dietro quell'animo insolitamente impensierito.
Non che la
cosa avrebbe modificato l’amore nei
confronti del marito, di questo lui ne era certo, ma quello che lo crucciava era
il fatto di aver perso la capacità di dare alla moglie l'allegria e lo stile di vita che da
sempre li aveva accompagnati e, al contrario, di averla portata ad una
condizione di probabile privazione e sicuramente problematica.
E' vero che l'amore c'è anche se non ci sono gli agi, ma la sua principessa non avrebbe più vissuto come una principessa.
E' vero che l'amore c'è anche se non ci sono gli agi, ma la sua principessa non avrebbe più vissuto come una principessa.
Nel parlarmi,
lui riassunse tutto il suo rammarico in una frase che mi è rimasta impressa nel
cervello e che non potrò mai dimenticare.
Diceva così:
“un tempo,
quando le parlavo, la incantavo. Ora non la incanto più, anzi, spesso la
sorprendo distratta”.
E’ una frase
dietro la quale c’è un'infinità di mondi.
E’ stata creata
e pronunciata in modo struggente da un animo romantico, da un cavaliere medievale. Il denaro e gli agi a questo punto non c'entrano più, conta l'animo romantico di altri tempi. Non riesco a
definirla diversamente.
Forse è solo la testimonianza del fatto che tutto
prima o poi cambia e che forse anche un grande amore, o il più acceso animo romantico, devono pian piano lasciare il posto alla dura realtà quotidiana.
Che struggimento.
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