domenica 1 gennaio 2017

Un tempo la incantavo, ora non la incanto più, anzi, spesso la sorprendo distratta


Tempo fa mi capitò di passare una giornata insieme ad un collega amico, sessantacinquenne. Una di quelle persone per le quali il tempo non passa. Fisico da ragazzo palestrato e temperamento da assaltatore. Capace di modi delicati e galanti, affascinanti, ma anche di coriaceità e durezza sorprendenti. Uno di quegli uomini tutti d’un pezzo, dalla notevole personalità, dalla grande esperienza di vita e capaci anche di insegnare qualcosa, sulla vita.

Non so esattamente cosa facesse da giovane, ma lui racconta di aver anche lavorato in un’ambasciata. Non faccio fatica a credergli, visto il riscontro che ha avuto e ha tutt’ora sulla gente, come non faccio fatica ad immaginarlo a capo di un servizio di sicurezza, e non parlo di quello dei centri commerciali, bensì della sicurezza nazionale, o cose simili.

L’ho ascoltato interloquire al telefono con la moglie e sono rimasto sorpreso, ma non avrei dovuto, dal garbo e dalla gentilezza con cui le parlava. Come se lei fosse il suo piccolo tesoro, da amare, e da proteggere. Anche qui, non faccio fatica ad immaginare la moglie affascinata da quest'uomo senza macchia e senza paura, brillante e generoso, che ha sempre preferito vivere con coraggio da leone e sprezzo del denaro.  

Quel giorno, però, lui era particolarmente sottotono. Qualche scelta lavorativa sbagliata e la tendenza a non risparmiarsi nè emotivamente nè materialmente gli avevano provocato una forte crisi economica che con grande fatica riusciva a controllare, e la moglie aveva sentore che qualcosa non andasse come avrebbe dovuto.

Lei, evidentemente, iniziava a domandarsi cosa ci fosse dietro quell'animo insolitamente impensierito. 

Non che la cosa avrebbe modificato l’amore nei confronti del marito, di questo lui ne era certo, ma quello che lo crucciava era il fatto di aver perso la capacità di dare alla moglie l'allegria  e lo stile di vita che da sempre li aveva accompagnati e, al contrario, di averla portata ad una condizione di probabile privazione e sicuramente problematica.

E' vero che l'amore c'è anche se non ci sono gli agi, ma la sua principessa non avrebbe più vissuto come una principessa.

Nel parlarmi, lui riassunse tutto il suo rammarico in una frase che mi è rimasta impressa nel cervello e che non potrò mai dimenticare.

Diceva così:

“un tempo, quando le parlavo, la incantavo. Ora non la incanto più, anzi, spesso la sorprendo distratta”.

E’ una frase dietro la quale c’è un'infinità di mondi.    

E’ stata creata e pronunciata in modo struggente da un animo romantico, da un cavaliere medievale. Il denaro e gli agi a questo punto non c'entrano più, conta l'animo romantico di altri tempi. Non riesco a definirla diversamente.

Forse è solo la testimonianza del fatto che tutto prima o poi cambia e che forse anche un grande amore, o il più acceso animo romantico, devono pian piano  lasciare il posto alla dura realtà quotidiana.

Che struggimento.






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